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Progetti
Una Rete per la conservazione della Fauna Marina
Le principali minacce per le tartarughe e i cetacei del Mediterraneo sono l’intensificazione del traffico di imbarcazioni che porta ad un aumento di impatti accidentali con gli scafi e le eliche, l’inquinamento delle coste che espone maggiormente gli animali ad infezioni e malattie, l’aumento delle attività di pesca che li rendono prede accidentali e il degrado degli habitat dovuto alla forte antropizzazione della fascia costiera.
Per la salvaguardia della fauna marina rivestono quindi fondamentale importanza le segnalazioni di animali in difficoltà o i ritrovamenti di animali deceduti che regolarmente arrivano da turisti o cittadini. Anche i pescatori contribuiscono spesso a segnalare eventi di catture accidentali.
Il Servizio Tutela della Natura dell'Assessorato Difesa Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna ha attivato e coordina la Rete Regionale per la Conservazione e la Gestione della Fauna Marina (Tartarughe e Mammiferi Marini) che tra le attività principali prevede il recupero e la cura di tartarughe e mammiferi marini in difficoltà. Fanno parte della Rete il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, la Guardia Costiera, le Aree Marine Protette "Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre", "Capo Caccia - Isola Piana", "Isola dell'Asinara", "Tavolara - Punta Coda Cavallo" con il (Centro Ricerca Mammiferi Marini) Associazione onlus, "Capo Carbonara", il Parco Nazionale Arcipelago di "La Maddalena" ed il centro privato "Laguna di Nora".
Il numeri verdi 1515 del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna e il 1530 della Guardia Costiera raccolgono le segnalazioni e attivano tempestivamente la procedura di intervento affinché i tecnici della Rete Regionale possano agire direttamente sul luogo o indirettamente supportando le operazioni di recupero.